Due minuti d’odio
Pensieri Corsari 010 | 15 febbraio 2017 
A cavaliere tra il tragico e il comico, lo scenario oggi imperante richiama alla memoria, nei suoi tratti essenziali, la pratica dei “due minuti d’odio” tratteggiata da Orwell nelle pagine di 1984. In assenza di una visione generale dei fatti e di una comprensione sistemica delle contraddizioni principali e secondarie, il dissenso si risolve puntualmente nei due minuti d’odio promossi dal potere e diretti verso nemici non più esistenti o mai esistiti, nella forma di rivendicazioni del tutto secondarie, sempre abissalmente distanti dai reali rapporti di forza.
La protesta contro la reificazione finisce, così, per darsi in forme reificate, che riconfermano l’ordine dominante nell’atto stesso con cui lo sottopongono a critica. Il dissenso si fa espressione del consenso, riconfermato per via negativa.  


Una rappresentazione icastica e, a suo modo, tragicomica dell’odierna società dell’impotenza generalizzata, con i suoi due minuti di odio consentito, ci è restituita dalle manifestazioni di piazza che, dopo il 1989, si sono sempre più presentate nella forma del corteo da commedia: sindacalisti col fischietto, seguiti da femministe bercianti e da individui travestiti da pagliacci sui trampoli, a loro volta accompagnati da pacifisti salmodianti e policromi, e, a chiudere la sfilata, facinorosi in passamontagna e vestiti di nero, che incendiano cassonetti e spaccano vetrine ampiamente assicurate.
Questi cortei e le diverse componenti di cui constano non costituiscono, ovviamente, un’opposizione all’irragionevole razionalità strumentale del sistema economico. Con i loro due minuti d’odio rivolti verso tutto fuorché la società di mercato, svolgono, anzi, una funzione apotropaica rispetto al dissenso.
Di più, si rivelano complementari rispetto al globalitarismo, del quale condividono il progetto dell’estinzione degli Stati e della famiglia, della cultura e delle comunità solidali in nome del one world completamente omologato e senza differenze che non siano quelle economiche.





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