Libertinismo, liberismo e godimento illimitato PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 017 | 1 giugno 2017 
Nell’amore al tempo del capitale, il desiderio erotico e il legame amoroso stabilizzato si elidono mutuamente. La sessualità si disgiunge interamente, per la prima volta, dalla sua dimensione etica. Il discorso neolibertino del liberismo amoroso ripete che la relazione stabile familiare e il godimento illimitato sono tra loro incompatibili e che è al secondo che occorre rivolgersi. 
Per questo, il regime neolibertino dichiara falsa la fedeltà allo stesso, favorendo la flessibilità erotica a scapito della stabilità amorosa. La strategia narrativa che informa il regime neolibertino è quella classicamente consumistica: la piena soddisfazione è sempre rinviata alla merce successiva, con annessa necessità, per il consumatore, di liberarsi disinvoltamente dalle merci appena acquisite, esse stesse intese come provvisorie e mai definitive. 
Alla stregua del neoliberismo, il neolibertinismo – che ne è espressione sul piano dei sentimenti – mira ad abbattere ogni vincolo e ogni limite, di modo che domini senza misura e senza argini quel plusgodimento individuale che è esso stesso la variante etica ed estetica del plusvalore economico. Per potersi imporre in forma assoluta e totalizzante, il capitale deve garantirsi il dominio sul principio di piacere oltre che su quello di realtà.
Come nell’ambito economico, così nella dimensione erotica tutto diventa possibile, a patto che ve ne sia sempre di più: ossia purché l’orientamento resti stabilmente quello della crescita senza misura del godimento autistico per individui isolati e deeticizzati, intendi a godere e a non pensare ad altro, programmaticamente ostili a ogni vincolo comunitario stabilizzato. 





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