Pensieri Corsari
Fusaro_bn.jpgRubrica di attualità, società, economia e finanza di Diego Fusaro

Profili di normali euroinomani PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 024 | 15 novembre 2018 
Chi è Judith Sargentini, colei che con la sua relazione ha fatto imporre le sanzioni all'Ungheria di Orban? "Donna di punta della Sinistra Verde e membra dell’intergruppo di Strasburgo per i diritti Lgbt" (Corriere della Sera). V'è altro da aggiungere su codesta vestale del pensiero unico ultracapitalistico, boldriniana d'oltralpe? Cortocircuiti del pensiero unico. 
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Elogio della Costituzione italiana PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 023 | 01 novembre 2018 
Che la Costituzione italiana figuri tra le varianti più avanzate del modello del capitale regolato affermatosi in Europa dopo la seconda guerra mondiale è provato, oltretutto, dall’avversione che verso di essa ha storicamente nutrito la stessa ala liberista italiana. Basti in questa sede rammentare, inter alia, il caso di Guido Carli, governatore della Banca d’Italia dal 1960 al 1975 e, in seguito, ministro del Tesoro.
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I paradossi del precariato PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 022 | 15 ottobre 2018 
Tra i paradossi che accompagnano la condizione precaria vi sono pure l’estrema singolarità e la radicale individualizzazione dei soggetti, eterogenei e versatili, mobili e instabili, senza continuità e coscienza consolidata. Ciò che accomuna i precari pare darsi solo in negativo come assenza di una stabilizzazione contrattuale ed esistenziale e, dunque, come un oscillare permanentemente tra l’interno e l’esterno del mondo del lavoro, tra l’inclusione e l’esclusione del regno della cittadinanza.

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Il rotocalco turbomondialista La Repubblica, voce del padronato cosmopolitico PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 021 | 01 ottobre 2018 
"Manovra, lo schiaffo all'Europa e anche agli italiani". Così titola oggi, più surreale del solito, il rotocalco turbomondialista "La Repubblica", voce del padronato cosmopolitico e dell'odio organizzato verso l'Italia. Ammesso e non concesso che si tratti di "schiaffo" (e sorvolando su questo lessico da peggiori bar di Caracas), per i mondialisti impenitenti prima viene sempre l’Europa. Poi, eventualmente, gli italiani. 
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Critica dell'economicismo libertario PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 020 | 01 novembre 2017 
L’odierno assetto globalitario si presenta, allora, nella forma di un economicismo libertario. È economicistico, perché si fonda sul monoteismo del mercato e sulla teologia economica (sfide della globalizzazione, vincolo del debito, rating, crescita infinita). Ed è libertario, in quanto ha smantellato la vecchia e austera cultura borghese dell’eticità e, insieme, la cultura proletaria del lavoro e delle lotte di classe, sostituendole con la sottocultura edonistica del plusgodimento consumistico e senza differimenti e con le lotte per i diritti civili dell’individuo desocializzato e sradicato dal concreto mondo lavorativo.

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L'individualismo dissolve gli individui PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 019 | 01 ottobre 2017 
La nuova ragione del mondo a capitalismo assoluto post-1989 deve favorire un assetto anti-borghese, anti-proletario e ultra-capitalistico, senza residui ritorni di fiamma rossa in grado di fare nuovamente fiorire lo spirito dell’utopia. Perché si possa istituire il capitalismo assoluto e post-borghese, occorre che siano disintegrati tutti gli elementi della vita etica borghese, dalla famiglia al lavoro stabile, dalle relazioni comunitarie solide all’istruzione come formazione di uomini dotati di radici e di spessore culturale.

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Il gender ebbe inizio coi blue jeans? PDF Stampa E-mail
Pensieri Corsari 018 | 15 giugno 2017 
I processi di neutralizzazione capitalistica mirano a ridurci a mere quantità atomizzate e unisex, a singoli portatori indistinti e astratti di valore di scambio, funzionali a quella società capitalistica che si rivolge a una clientela neutra, mediante merci neutre e prodotte in un mondo esso stesso neutro, sdivinizzato, desimbolizzato, destoricizzato e deeticizzato . L’avviamento di questo processo potrebbe, non senza buone ragioni, essere ravvisato nella diffusione del modello unisex dei blue jeans. Affermatosi già negli anni Cinquanta del Novecento, tale modello si impose in maniera decisiva negli anni della contestazione sessantottesca, ergendosi a paradigma del rifiuto giovanile delle convenzioni sociali veteroborghesi.

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